Mihajlovic, dal luglio 2019 lotta con la leucemia: l’annuncio, l’operazione, il ritorno in panchina e il libro

Ho la leucemia, devo fermarmi. Non ho paura e vincer. Luglio 2019, Sinisa Mihajlovic non si trova a Castelrotto per seguire i suoi ragazzi a sudare con vista sulle montagne altoatesine. Il tecnico del Bologna, subentrato a Pippo Inzaghi nel gennaio di quell’anno sulla pancina rossobl, non pu essere in ritiro: Ho fatto alcuni esami che hanno evidenziato alcune anomalie che quattro mesi fa non c’erano, racconter con le lacrime agli occhi in conferenza stampa. L’11 luglio lo staff medico del Bologna gli aveva svelato la verit: leucemia mieloide acuta, un tumore del sangue che si sviluppa nel midollo. Erano le 21.30- sveler poi Sinisa- vennero in stanza e mi dissero cosa avevo. Rimasi chiuso l dentro per due giorni a pensare. Vid tutta la vita passarmi davanti. Si era dovuto svelare il mister dopo le prime notizie apparse su alcuni quotidiani che avevano fatto scattare l’allarme e infuriare il tecnico. La malattia era in una fase acuta, aggressiva ma trattabile. Ho pianto coi miei giocatori, prima inizio prima guarisco, aveva spiegato.

La battagli pi dura

Da quel momento per l’allenatore iniziata la battaglia pi dura. Dimissioni? Assolutamente no. Io non gioco mai per perdere. Ma ho bisogno di aiuto, l’aiuto di tutti quelli che mi vogliono bene. E Bologna, cos come tutto il calcio Italiano, si stretta attorno a Sinisa. Tutto iniziato con un sospetto, pensavamo avesse un problema all’anca. Dalla risonanza magnetica c’era un segnale osseo da indagare subito con esami specifici. Abbiamo avuto la diagnosi nel giro di cinque giorni, proprio al momento del ritiro della squadra, spiegheranno i sanitari. Il 21 luglio di quell’anno la tifoseria sotto shock organizz un lungo serpentone rossobl che, percorsi i portici di San Luca, arriv fino al santuario. Un’idea che venne poi riproposta a ottobre dello stesso anno, prima di Bologna-Lazio, quando un migliaio di supporters delle due tifoserie marciarono uniti nel nome del guerriero Sinisa.

A sorpresa in pancina a Verona

Intanto Miha si curato: quaranta giorni al Sant’Orsola con una mossa a sorpresa. La mattina dell’esordio (era il 24 agosto) in campionato dei rossobl a Verona, l’allenatore lascia l’ospedale e in macchina raggiunge la citt scaligera, presentandosi nell’hotel dove alloggiano i suoi ragazzi. Tiene una riunione tecnica, sale in auto e segue i giocatori fino allo stadio. Provato dalla malattia, il tecnico guider la squadra all’1-1 finale. Siamo rimasti scioccati, non ce lo aspettavamo, anche se ce l’aveva promesso. Siamo rimasti colpiti, ma siamo contenti che sia qui con noi, dimostra di avere un coraggio eccezionale. Ci siamo emozionati al suo arrivo in albergo, confesseranno i suoi giocatori. Dopo il match il tecnico far ritorno in ospedale.

Il trapianto di midollo

Nell’ottobre del 2019 Sinisa ha raggiunto il culmine del suo percorso terapico con il trapianto di midollo. Sar un ragazzo americano di 22 anni a donarglielo e a salvargli la vita. Meno di un mese dopo verr dimesso. Torner a una vita quasi normale, seppur con tutti i controlli del caso. stato un incubo – racconter in conferenza stampa – ma voglio dire agli altri pazienti che non si devono sentire meno forti se non affrontano la malattia come ho fatto io. Non si devono vergognare e non devono mai perdere la voglia di vivere. Le sue condizioni con il passare dei mesi migliorano, nonostante l’arrivo della pandemia e dei rischi connessi al virus per un paziente fragile. Covid che non ebbe piet neanche dell’allenatore. Ad agosto 2020 fu contagiato dopo una vacanza in Sardegna con annesse polemiche e rischi. Sua moglie Arianna scrisse: Non giudicate, siamo tutti peccatori, mentre il marito super anche quell’ostacolo sfogandosi: Invidia e fango, non prendo lezioni da nessuno

Il libro e Sanremo

L’atroce viaggio del tecnico serbo con la malattia sar raccontato in un libro (La partita della vita), uscito a novembre del 2020. Nell’autobiografia della sofferenza Mihajlovic si metter a nudo, perdendo ogni filtro: Prima ero troppo duro, divisivo ma dopo aver contratto il cancro ho unito tutte le persone care perch lottassero con me. una malattia maledetta, chi non ce la fa non di certo un perdente e io non sono un eroe. Vennero fuori altri dettagli: il paziente in ospedale era stata registrato con un altro nome per garantirgli la privacy, un dettaglio ironico che mi faceva divertire. A marzo del 2021 si presentato anche sul palco di Sanremo insieme all’amico Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante ha raccontato che appena saputo della malattia ha chiamato Sinisa per sapere cosa potesse fare. Gli ho detto, spiegher Zlatan: Sono pronto a fare qualsiasi cosa ti serva. E lui sapete cosa mi ha risposto? “Mi serve un attaccante forte”.

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26 marzo 2022 (modifica il 26 marzo 2022 | 13:07)

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