Parma, si schianta e muore a 22 anni contro un muretto. La madre lo piange seduta sui detriti in strada

Anna Borrelli guarda l’auto distrutta del figlio, Niccol Melis (Foto Annarita Melegari/Parma)

Seduta in disparte, una donna guarda davanti a s i cocci di muretto sbriciolato e le lamiere rosse di un’auto accartocciata. Si confonde nella scena e ne diventa parte. I sentimenti sono anch’essi tangibile realt. Riflesso dei pezzi di cemento, l’anima in frantumi di una madre assorbita da un dolore sordo. I sanitari le hanno appena detto che non stato possibile salvare suo figlio. L’auto su cui viaggiava di ritorno da lavoro, percorrendo i tre chilometri che lo separavano da casa, si schiantata contro un muro e il giovane morto quasi subito.

L’auto fuori controllo

Aveva 22 anni Niccol Melis, il ragazzo che intorno alle 18.50 di mercoled 16 marzo, in strada Baganzola (Parma), ha perso la vita in un incidente mentre era bordo della sua Alfa Mito. Aveva appena finito il turno nell’officina Olimpio, dove lavorava come meccanico. Aveva salutato il titolare, con il suo solito sorriso, e si era diretto verso casa, nella vicina frazione di Vicomero. Tutto accaduto in un attimo. La macchina deragliata in un tratto rettilineo, ha attraversato la corsia opposta per poi proseguire la corsa per circa 100 metri su un prato e schiantarsi contro il muretto di un cortile privato. Un blocco di cemento che non ha retto l’impatto e si sbriciolato sotto la forza dell’urto. La parte anteriore dell’auto andata distrutta e il ventiduenne non si salvato. Era in condizioni disperate all’arrivo dell’ambulanza del 118 e dei vigili del fuoco.

A cena dalla sua prima fidanzata

Niccol doveva andare a cena dalla ragazza quella sera, la sua prima fidanzata. Io stavo rientrando verso casa, mi sono ritrovata incolonnata a causa di un incidente — racconta la sorella, Serena Melis — Non immaginavo che potesse trattarsi di mio fratello. Il mio compagno sceso per andare a controllare la situazione, ed tornato in lacrime. A quel punto ho capito. Ho lasciato l’auto in mezzo alla strada e sono corsa nella piazzola. Mi crollato il mondo addosso.

Niccol Melis, 22 anni

Portava la sorellina a scuola

Niccol viveva con la madre e le tre sorelle, 7 anni la pi piccola. Il padre viveva a Milano. Era anche zio di tre nipoti, generoso e premuroso con loro come con noi fratelli, ricorda Serena. La mattina usciva in macchina e portava a scuola la sorellina, perch nostra madre iniziava presto il turno in fabbrica. Poi andava al lavoro e la sera tornava a casa. Era un pilastro per la nostra famiglia. Se ne va via un pezzo di cuore.

Il datore di lavoro: L’Alfa Mito era il suo sogno

L’Alfa Mito distruttaL’ultimo a vederlo, la sera di mercoled, stato Fabio Olimpio, 48 anni, titolare dell’autofficina di Baganzola in cui il ventiduenne lavorava da tre anni. Il nostro rapporto non pu esser definito soltanto un rapporto lavorativo. Per me era come un figlio, si confidava, mi raccontava i suoi pensieri, ci che gli accadeva. Era un lavoratore instancabile, sempre presente e preciso. Amava le macchine e la meccanica — spiega il titolare a fatica — Fuori da lavoro un ragazzo educato, sempre umile. Un giovane cresciuto in fretta, Niccol. Dopo aver frequentato Forma Futuro, aveva cominciato a lavorare. Non ha mai avuto grandi momenti di svago perch doveva aiutare la sua famiglia. La sua vita girava intorno al lavoro e alla passione per i motori…per la sua Alfa Mito. Era innamorato di quella macchina da tantissimo tempo. L’aveva acquistata con grandi sacrifici. Un sogno finalmente concretizzato quattro mesi fa. Aveva trovato un’occasione, un’auto usata, rossa fiammante, a cui aveva colorato i cerchioni con lo smalto oro. Aveva preso la patente nel 2021, e il suo capo lo aveva aiutato a comprarsi la macchina, aggiunge la sorella. Proprio il titolare dell’officina stato tra i primi a ritrovarsi sulla scena dell’incidente. Si era messo al volante pochi minuti dopo il suo dipendente, e viaggiava nella stessa direzione. Ho riconosciuto immediatamente l’auto di Niccol. Mi sono avvicinato e ho scoperto che ormai se n’era gi andato.

Il dolore della mamma seduta sull’asfalto

Il fotogramma successivo quello di Anna Borrelli. Una madre scossa nella quiete serale da una tragedia improvvisa, avvenuta in meno di un minuto. seduta sull’asfalto, di spalle, il suo sguardo mentre osserva il nastro bianco e rosso fissato dalle forze dell’ordine e l’auto accartocciata di suo figlio lo si pu solo immaginare. Un dolore che non appartiene solo a chi piange Niccol, ma piomba addosso alla collettivit nella riflessione, sempre presente, sulle vittime degli incidenti stradali. Continuiamo a chiederci che cosa sia successo, se ci sia stato un guasto tecnico all’auto, se Nicco abbia sterzato per evitare una macchina in sorpasso o un animale, si domanda ancora incredula la sorella. Gli accertamenti del sinistro da parte dell’ufficio infortunistica della Polizia locale di Parma sono ancora in corso. Resta il riserbo sulla dinamica. Il veicolo stato posto sotto sequestro per verificare cosa possa essere successo. I primi rilievi eseguiti sul posto sembrano indicare un’uscita di strada solitaria. Nessun altro mezzo rimasto coinvolto.

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17 marzo 2022 (modifica il 17 marzo 2022 | 16:14)

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