Mosca si riprende le opere Sala: “Speravo a fine mostre. Ma è roba loro e va resa”

«Avrei preferito che avessero lasciato opere almeno fino alla fine delle mostre in corso ma non posso che stare a quello che dice il governo: è roba loro e va restituita». Il sindaco Beppe Sala interviene su uno degli effetti collaterali (e inattesi) della conflitto tra Russia e Ucraina. Dopo le sanzioni internazionali inflitte a Putin il ministero della Cultura di Mosca ha chiesto la restituzione entro fine mese delle opere d’arte in prestito (anche) a Milano. L’Ermitage di San Pietroburgo ha chiesto quindi il rientro di due opere esposte alla mostra «Tiziano e la figura veneziana nel ‘500» inaugurata da poco a Palazzo Reale, una è la «Giovane donna con cappello piumato» di Tiziano, l’altra è «Giovane donna con vecchio di profilo». Le Gallerie d’Italia restiturianno invece a quattro musei russi 23 opere della rassegna dedicata al «Grand Tour». Si sarebbe comunque conclusa il 27 marzo,« il problema potrebbe essere di disallestirla una settimana prima».

Sala avrebbe preferito la fine delle mostre «invece, da quello che so – spiega – chiedono di venirle a ritirare loro e di occuparsi loro del trasporto. Da quello che mi risulta é una richiesta che è già arrivata anche in Francia. È un’operazione che colpisce non so se tutto il mondo che considerano ostile o meno». La cultura, sostiene il direttore di Palazzo Reale Domenico Piraina, «dovrebbe restare fuori da queste cose, e lo dico a prescindere dalla situazione, anche perché teoricamente poi quando tutto sarà finito l’ambito che permetterà una relazione culturale e diplomatica più efficace sarà proprio la cultura. È sempre stato così e credo che lo sarà anche questa volta. La cultura vuol dire conoscere, dialogare, parlarsi. Fin quando si parla e di discute, non ci sono le bombe». Detto questo, Piraina assicura che anche senza le due opere «la mostra regge benissimo. Siamo in contatto con il trasportatore dell’Ermitage che deve venire a prelevarle. Certamente soprattutto l’opera di Tiziano è importante, altrimenti non l’avremmo chiesta, ma in mostra ce ne sono talmente tante altrettanto importanti che non avrà una diminuzione del suo significato». Il sindaco precisa invece che al momento «non si sono opere dei musei milanesi in prestito in Russia».

Sull’accoglienza dei profughi Sala ha spiegato che «finchè i numeri sono come quelli attuali ce la si fa, più avanti sarà difficile e bisogna trovare una soluzione. Molto preoccupante può essere il tema dei minori, delle scuole e degli asili. Arrivano minori non accompagnati, però quello che si dovrà fare lo faremo». E oggi sul sito del Comune sarà pubblicato «un vademecum dove riepiloghiamo cosa stiamo facendo e per indirizzare la grande generosità dei milanesi».

E su affidi e aiuti si concentrano le chiamate allo Sportello di orientamento legale per i profughi ucraini aperto da lunedì scorso dall’Ordine degli Avvocati di Milano. In tre giorni ha ricevuto circa 150 telefonate, una cinquantina al giorno. Richieste di informazioni sulle regole riguardo all’immigrazione e sull’affido o richieste di aiuto per l’accoglienza.

L’assessore regionale al Welfare Letizia Moratti infine comunica che «gira a pieno ritmo il motore dell’accoglienza della Regione. Ad oggi sono giunti da noi e assistiti sotto il profilo sociosanitario oltre 2mila profughi, la maggior parte dei quali donne e bambini. Al momento sono pochissimi i casi di persone riscontrate positive al tampone. E nella quasi totalità dei casi, fatta eccezione per i bimbi sotto i 5 anni di età, c’è buona disponibilità a vaccinarsi».

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