Cadeo, il comune piacentino dove ogni tre giorni c’è un nuovo cittadino italiano

La neocittadina italiana Spasenka Deliovska con la sindaca di Cadeo Marica Ludovica Toma

Un nuovo cittadino italiano ogni tre giorni. Da quando diventata sindaca di Cadeo (Piacenza), il 5 ottobre scorso, Marica Ludovica Toma ha ripreso in mano tutte le pratiche di cittadinanza maturate ma rimaste nel cassetto. Giorno dopo giorno, ha fatto pronunciare il giuramento in forma ufficiale a 50 nuovi italiani. Siamo nel piacentino, in un piccolo paese cresciuto sulla via Emilia, e in cui si contano 6.033 abitanti, di cui 914 stranieri. “Molti di loro sono persone che risiedono sul nostro territorio da pi di 15 anni. Qui lavorano, hanno famiglia e spesso figli nati in provincia e gi diventati italiani”, spiega la prima cittadina. Ma in Italia il sentiero per acquisire la cittadinanza lungo e tortuoso. Possono richiederla gli stranieri che risiedano sulla penisola da almeno dieci anni, nel rispetto della legge italiana, che siano in possesso di un reddito sufficiente al sostentamento e non presentino precedenti penali.

Le pratiche

Nel comune di Cadeo, alcune pratiche di richiesta di cittadinanza erano ormai maturate e vedevano soddisfatte tutte le condizioni per venir accolte. Sono per rimaste nel cassetto pi a lungo. “Si erano accumulate negli anni, perch l’ufficio comunale era oberato da altre mansioni, come spesso capita nei piccoli paesi dove c’ molto lavoro da fare. Ma in ottobre, appena insediata, ho voluto smaltire queste pratiche arretrate, supportata dall’ottimo lavoro degli uffici”, spiega la sindaca. Dal 5 ottobre ad oggi Toma ha infatti firmato 50 atti di acquisizione della cittadinanza. Cadeo si ritrovato quindi con una media di 10 nuovi cittadini italiani al mese, uno ogni tre giorni. “Continuano a crescere”, nota soddisfatta. Sono per la maggior parte originari di Macedonia, Marocco, Albania e India. La pi giovane una ragazza di 32 anni, il pi anziano un signore di 60 anni. Anche se vanno considerati anche molti minori, diventati automaticamente cittadini in seguito al riconoscimento della nazionalit italiana ad uno dei genitori. “Alcuni neoitaliani li conoscevo fin da quando erano ragazzi. Da insegnante, organizzavo corsi di italiano per stranieri. Qualche giorno fa mi sono trovata in sala un’ex alunna, ormai adulta. Davanti a me ha pronunciato il giuramento. stato un onore”.

Le storie

Il suo nome Spasenka Deliovska. originaria della Macedonia, ma vive in Italia dal 2005. Diciassette anni dopo, ha ricevuto da quella che fu la sua prima insegnante la bandiera italiana, la costituzione e l’atto burocratico che ne riconosce l’italianit. Ogni storia vale la pena di essere raccontata. C’ la mamma indiana che ha ottenuto la cittadinanza, e insieme a lei i due figli minori, mentre il padre ancora in attesa di veder maturare il suo diritto. C’ Arjan Sallaku, originario dell’Albania, di professione idraulico. “Mi sono stupita nel trovare tra le pratiche anche la sua richiesta di cittadinanza – spiega la sindaca – Arrivato nelle nostre zone da quasi 25 anni, molto integrato in paese ed io ero convintissima che fosse gi italiano. Invece sono rimasta sorpresa nello scoprire che a lui, come ad altri volti noti del paese, non era ancora stato riconosciuto il diritto di appartenere alla nazione scelta molti anni prima”.

Il colloquio

Una consapevolezza che conferisce al momento della cerimonia ufficiale un tocco di solennit e commozione aggiuntivo. “Prima di passare alla fase del giuramento in forma ufficiale, faccio un colloquio con i futuri cittadini. Chiedo perch siano arrivati in Italia, quali fossero le loro aspettative, quali gli obiettivi e i progetti di vita. Li voglio conoscere, anche se molti sono gi amici. Dopo la cerimonia, poi, regalo loro la costituzione e il tricolore italiano. Sono i nostri simboli, e ci tengo che li sentano propri, che gli appartengano – prosegue la prima cittadina – Vederli piangere, festeggiare insieme alle famiglie e gioire con la costituzione in mano per me un’enorme soddisfazione”. Negli occhi dei nuovi cittadini si legge la “consapevolezza del percorso fatto e del risultato raggiunto”. La maggior parte di loro sono migranti arrivati in Italia per trovare un impiego. “Tutti lavorano sul nostro territorio da molti anni. Chi fa l’idraulico, chi lavora in fabbrica, chi operaio, molti fanno i contadini”. Figure professionali che muovono il paese. Ma soprattutto storie di vita, di viaggi e di culture “che contribuiscono ad arricchire la nostra comunit”, conclude Toma.

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6 marzo 2022 (modifica il 6 marzo 2022 | 13:28)

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