Morti sotto il ponte crollato sull’A14: dopo 5 anni il processo stenta a partire

Il viadotto crollato sull A14

Il crollo

Il bilancio fu di due morti e tre feriti. Il 9 marzo, una coppia di coniugi, sposati da 36 anni, transitava sulla corsia nord dell’autostrada a bordo di una Nissan Qashqai. Marito e moglie erano diretti all’ospedale Torrette di Ancona per una visita medica di controllo di Antonella. Vivevano a Spinetoli (Ascoli Piceno) e gestivano un’azienda di confezioni a Colli del Tronto. Intorno alle 13, al chilometro 235+800 della A14, nel tratto tra Ancora Sud e Loreto, si videro piombare addosso il ponte 167. Un pilone della struttura provvisoria posizionata a sostegno del cavalcavia – chiuso al traffico – plan di colpo sul tratto autostradale, durante i lavori di manutenzione. Tre operai – Emil Cristanel Oprea, Fanel Ilie e Dumitru Scopet – rimasero feriti. Diomede e Viviani morirono sotto il blocco di cemento. Tante altre persone in transito si salvarono per una manciata di secondi.

Inchiesta per omicidio plurimo

Nell’immediatezza dei fatti, Autostrade per l’Italia parl di un tragico incidente non prevedibile determinato dal cedimento di pile provvisorie su lavori di innalzamento del cavalcavia necessari per ripristinare l’altezza dell’opera rispetto al nuovo livello del piano autostradale, dopo l’allargamento dell’autostrada a 3 corsie. Non si tratta dunque del cedimento strutturale del cavalcavia. Assicurando la piena sicurezza e stabilit strutturale dei cavalcavia della propria rete, che sono costantemente monitorati e controllati. Relativamente al crollo del ponte sull’A14 la Procura di Ancona apr immediatamente un fascicolo per omicidio colposo plurimo. E il ministro delle Infrastrutture di allora, Graziano Delrio, annunci la nomina di una commissione ministeriale ispettiva, formata da un team di esperti chiamati a verificare quanto accaduto.

Ventidue indagati

Poi i tempi si sono dilatati. Ma ad ottobre 2020, per il crollo del cavalcavia, la gup Francesca De Palma ha rinviato a giudizio 18 persone fisiche ritenute responsabili del cedimento del troncone, tra ingegneri, capi cantiere, progettisti, responsabili della sicurezza e manager. E anche 4 societ legate all’appalto dei lavori sulla A14. Si tratta di Autostrade per l’Italia (Aspi) e Spea Engeneering, committenti dei lavori, Pavimental, la societ appaltante, e la Delabech alla quale i lavori furono subappaltati. Le accuse della Procura sono a vario titolo di omicidio colposo, omicidio stradale, crollo colposo e la violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro. passato quasi un anno e mezzo, ma il processo deve ancora iniziare.

L’incompatibilit del giudice e i difetti di notifica

In sede civile, i familiari delle vittime della tragedia di Ancona – i figli Daniele e Daniela – hanno gi ricevuto un risarcimento da Autostrade per l’Italia. Ma non ancora arrivata una risposta della giustizia sul piano delle responsabilit penali del disastro. L’inizio del processo era stato fissato il 21 settembre 2021. Il primo slittamento di un mese arrivato dopo che il giudice Carlo Cimini, a cui era stato affidato il processo, si detto incompatibile con l’incarico in quanto era stato gi giudice delle indagini preliminari ai tempi del crollo. Si arrivati all’1 marzo 2022, giorno fissato per la prima udienza dibattimentale. Eppure, a cinque anni dal crollo del cavalcavia, il procedimento stenta ancora a partire, tra problematiche relative a difetti di notifica colti da tre avvocati degli imputati. La prossima udienza fissata per il 7 giugno. Al processo, si sono costituiti come parte civile l’operaio romeno Emil Oprea, caduto da un ponteggio all’altezza di sei metri dopo il collasso del ponte, e l’associazione Udicon.

Dramma familiare

Chi percorreva l’autostrada, quel 9 marzo 2017, ricorda un forte rumore e, pochi attimi dopo, l’autostrada sbarrata da un muro di cemento. La storia del disastro dell’A14, uno dei tanti che hanno visto le infrastrutture italiane negli ultimi anni, anche quella di un dramma familiare. I figli della coppia di Spinetoli aspettano ancora che sia fatta giustizia. Avrei voluto che vivessero per conoscere mio figlio, che dovrebbe nascere il 21 maggio. Mio padre era nato il 28 maggio, aveva dichiarato poco dopo il crollo il figlio delle vittime, Daniele Diomede, gi manager della Sambenedettese Calcio, in procinto di diventare padre quando accaduta la tragedia. La figlia Daniela, invece, gestiva un noto stabilimento balneare a San Benedetto.

La newsletter del Corriere di Bologna

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Bologna e dell’Emilia-Romagna iscriviti gratis alla newsletter del Corriere di Bologna. Arriva tutti i giorni direttamente nella tua casella di posta alle 12. Basta cliccare qui.

2 marzo 2022 (modifica il 2 marzo 2022 | 13:10)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli Correlati

Comments

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Storie Recenti